Dicono di me:

L’Arteam Cup 2016, tra le numerose altre, ci ha regalato la felice conoscenza dell’opera di Adua Martina Rosarno – giovane artista vincitrice della sezione under 30 – che ci ha colpiti per la delicata poesia della sua pratica pittorica.
Non risulta facile, infatti, trovare in un giovane artista, un carattere tanto deciso e determinato nell’assolvere il gesto pittorico con una risoluzione così tanto matura e capace nel coniugare un indubbio valore estetico ad una riflessione intrinseca profonda e sensibile. Sa rappresentare e narrare in modo spontaneo e diretto.
La sua espressione si palesa sotto forma di un immaginario cromatico che imprime sulla tela sentenze paesaggistiche liriche e evanescenti, votate a lasciar migrare lo sguardo da una realtà sensibile ed effettiva verso i territori ben più reconditi dell’immaginazione e della fantasia.

La sua voce pittorica marca, quindi, una linea sottile tra un paesaggio che, nella sua aurorale carica metaforica, travalica il confine del vero per diventare una pura percezione dell’interiorità e delle sue evocazioni immaginative: i colori, ma anche le lievi tessiture ricamate che solcano precise direttrici, sono il risultato di una dolce meditazione mossa dal pensiero dell’artista e pronta ad aprirsi anche allo sguardo dell’osservatore.
La poeticissima oniricità che avvolge il campo della tela apre, grazie a questa sua scrittura sottile, un varco su territori ben più estesi ed ampi, capace di riconnetterci a ricordi – condivisi o individuali non importa – che accentuano e innervano il senso segreto dell’immagine.

Proprio l’atto mnemonico – inteso come intervento risolutivamente finale della memoria – completa la mutevolezza transeunte delle sue tele che, spesso composte per sequenza di minuti frammenti, raccolgono e ricompongono la matassa complessa dei nostri pensieri.
Da qui si ri-allineano le rispettive fonti, si possono ri-unire la gestualità pittorica, resa immagine dell’artista, e la nuova consapevolezza di chi osserva, ora coscientemente edotta sulla complessità di una realtà sempre divisa tra finzione e verità, tra invenzione e storia.
Con questa pittura si attraversa quel velo sottile, quel labile confine che sta fuori e dentro il dipinto, quel luogo minimo e vasto che contiene tutte le nostre emozioni.

Matteo Galbiati per Espoarte n'96 2017.

Nella serie di piccole opere poste in sequenza la giovane artista non solo dichiara una spiccata sensibilità per la pittura, ma anche per una sua possibile contaminazione con altre modalità espressive che alimentano un flusso continuo di rimandi, affinità e diverse reciprocità. la ricorrente narrazione, spostandosi da un elemento all’altro, restituisce un raffinato equilibrio di variazioni che assecondano un gesto artistico che fonda una pittura espressiva ad un disegno elegante, per intensificarsi poi con la delicatezza del ricamo.

motivazione - vincitore categoria under 3o, Arteam Cup 2016

“[…] attenta osservatrice del mondo introspettivo, la Rosarno traduce i suoi paesaggi interiori trasponendoli nei suoi quadri mediante l’applicazione dei colori a olio sulla tela di grana fine, segnata anche da tessiture che creano percorsi e direzioni, strade da percorrere e sentieri su cui meditare. Il lavoro procede per velature, trasparenze, contrasti. gli orizzonti che l’artista mostra sono sconfinati e portano il fruitore a smarrirsi all’interno di quei paesaggi illusori -che riescono a condurci in una dimensione onirica- pur con rimandi continui alle strade reali dei ricordi e a quegli scenari tanto cari alla pittrice. […]”

motivazione - premio Who Art You? 4, categoria pittura

Il corpo complessivo di questo lavoro attraverso la ricerca di una pratica consapevole e i significati che il colore porta, come natura e scienza del colore, offre la possibilità di divenire fonte primaria di dono.

Remo Salvadori: per l’acqua e l’incontro, viaggio intrapreso in ordito con Amedeo Fernandes

Un mondo immobile pregnante e rarefatto, così spalancato sotto il cielo che quasi da le vertigini, ma certa però della conquista di uno spazio su cui concentrare la sua ricerca.

Tatiana Carapostol